Curiosità su Pompei (eruzione del 79 d.C)

Quando si visita Pompei non si può non rimanere colpiti dalla grande umanità del luogo, dalla tragedia cui gli abitanti di questa importante cittadina dell’impero Romano abbiano vissuto. Gli scavi ci hanno restituito un mondo sepolto nel passato, conservato alla perfezione, permettendoci di conoscere da vicino la vita nelle municipalità romane, una quotidianità conservata nel tempo che ha accresciuto di parecchio la nostra conoscenza. Eppure su Pompei non tutti sanno tutto, ci sono interessanti fatti che spesso sfuggono al racconto delle guide turistiche che naturalmente raccontano la città, l’eruzione e la sorte dei suoi abitanti.

  1. Prima del disastro del 79 a.C. la città era stata colpita da violenti terremoti anticipatori. Gli abitanti non collegarono affatto i terremoti all’eruzione successiva, anche perché, straordinariamente, non sapevano che nella montagna ci fosse un vulcano.
  2. La forma del vulcano Vesuvio allora era diversa e non faceva pensare affatto a un vulcano, come spesso viene rappresentato artisticamente, era più una sorta di sella di asino.
  3. La cittadina – come tutte le località della Campania – era un luogo molto sviluppato, ricco, nella quale spesso soggiornavano i membri dell’aristocrazia romana. Si pensa che anche l’imperatore Nerone avesse una villa in zona. La sua celebre moglie Poppea era proprio originaria di Pompei.
  4. Nonostante l’eruzione del 79 sia indiscutibilmente la più famosa della storia documentata dell’uomo, gli studiosi hanno scoperto che la zona fu sconvolta da una potente eruzione nel 1800 a.C.
  5. Secondo Alberto Angela, che a Pompei ha dedicato libri e programmi TV molto interessanti, l’eruzione non sarebbe avvenuta nella mattinata del 24 agosto ma più a Ottobre, dopo la vendemmia.
  6. Si dice spesso che Pompei è una città ben conservata, in verità ci sono molti cantieri dovuti sia all’attività politica degli amministratori del luogo, ma soprattutto al fatto che alcune zone erano in piana ristrutturazione dopo i sismi degli anni precedenti.
  7. Gli affreschi di Pompei della villa dei Misteri fanno pensare alla città sepolta come a una specie di Amsterdam dei tempi antichi: in realtà gli studiosi hanno trovato un solo bordello chiamato lupanare. Di sicuro si trovano ovunque delle iscrizioni sui prezzi e le virtù delle prostitute del posto.
  8. I calchi in gesso che hanno permesso di ricostruire i corpi dalle cavità lasciate durante l’eruzione. Ma non tutti sanno che oltre a rivivere la tragedia essi ci hanno restituito parte della quotidianità della città: sappiamo cosa mangiavano, che frutti c’erano in quel periodo, quali animali domestici avessero.
  9. I corpi ricostruiti col gesso sono circa 1500 e sono dovuti a Giuseppe Fiorelli. Il metodo utilizzato viene usato ancora oggi. La cenere compatta che avviluppa i corpi fa come da cemento. Una volta che la materia organica si decompone rimane uno spazio vuoto che può essere occupato dal gesso. Che solidificandosi ricrea esattamente la sagoma che oggi tutti vediamo.
  10. In genere si pensa che le vittime di Pompei morirono per soffocamento, ma degli studi recenti hanno dimostrato che la maggior parte di essa fu investita da una nube piroclastica ad alte temperature, che in pratica li bruciarono.

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