Curiosità su Caligola, stranezze e follie dell’imperatore romano

Caligola viene spesso annoverato tra i governanti più folli. La sua vicenda ci viene narrata da storici come Tacito, estremamente critici del principato (la prima fase dell’impero romano). Anche il cinema si è incaricato di portare sul grande schermo le imprese più pruriginose di questo giovane imperatore, esaltandone i vizi e le follie, tanto che alla fine – nell’analisi del suo impero – si sono cimentati anche psicologi alla ricerca di possibili cause cliniche del suo operato.

Breve ma intenso, si potrebbe definire il suo regno durato appena quattro anni, come una sorta di segnalibro tra gli imperi più normali e forse più dittatoriali di Tibero e di Claudio. Ecco però alcune curiosità su questo giovane principe che per un breve, ma folgorante periodo della sua vita, fu l’uomo più potente e venerato sulla terra.

  1. Caligola si chiamava Caio Giulio Cesare e a differenza di Claudio e di Tiberio appartenenva alla famiglia Giulia. Era un diretto discendente di Augusto e di Giulio Cesare. Sua madre era la figlia del generale di Augusto e suo miglior amico, Marco Vipsanio Agrippa (lo stesso del Pantheon), Agrippina Maggiore. Il padre era Germanico Giulio Cesare, il generale più famoso e amato al tempo di Augusto, indicato già come possibile successore.
  2. Caligola era anche il nipote di Marco Antonio, l’avversario di Augusto e marito di Cleopatra. Sua nonna era Antonia Minore, la figlia di Marco Antonio e Ottavia, la sorella di Augusto. Dal momento che c’erano questa forte appartenenza alla famiglia Giulia, era inevitabile che il giovane Caio crescesse nell’ambiente di corte, insieme ai soldati. Da qui il soprannome di “piccola caliga”, la classica calzatura dei legionari, che frequentava al seguito del famoso padre.
  3. Tra le stravaganze una famosa è relativa ai suoi bagni nell’oro. Amava a dismisura i gioielli e i monili dorati e se ne circondava. Spesso ai banchetti serviva carni d’oro, appositamente modellate, e beveva perle naturali immerse nell’aceto di vino.
  4. Nonostante la tendenza dei romani a deificare i morti, soprattutto se illustri come Romolo, Giulio Cesare o Augusto, Caligola pensò bene di farsi deificare da vivo, dedicandosi un maestoso tempio e proclamandosi nientemeno che la reincarnazione di Giove, il padre degli Dei.
  5. Questa ossessione lo portava a parlare spesso da solo, riferendosi a sé stesso come Giove, interloquendo con gli altri dei.
  6. Ricercato e spiritoso, Caligola era un giovane moderno e alla moda. Adorava vestirsi in modo elegante, spesso rappresentandosi come un Dio sceso in terra oppure come un eroe della mitologia, come Ercole. Quando non vestiva così stravagante era comunque adornato di sete preziose e decorazioni costose, come anelli, braccialetti, scarpe da donna.
  7. Caligola ha interpretato la parte del riccone che si gode i lussi, almeno stando al ritrovamento di una delle sue gigantesche navi di Nemi, ritrovate nell’omonimo lago laziale. Queste barche erano lunghe oltre 70 metri, dei maxi yacht accessoriati e ricchi di decorazioni e di arredi tipici di una corte. Secondo gli archeologi le due navi, che hanno contribuito parecchio alla conoscenza della tecnica navale romana, erano state costruite per funzioni cerimoniali e di rappresentanza. Purtroppo entrambe sono andate perdute a causa dello scoppio di un incendio, durante la seconda guerra mondiale.
  8. Tra le nefandezze che secondo gli storici rivali della dinastia avrebbe compiuto, come raccontato da Svetonio nella Vita dei Cesari, ce ne sarebbe una riguardo al fatto che commise incesto con tre sorelle. Secondo Tacito l’incesto era una pratica della stessa famiglia allargata, che comprendeva anche la sorella Agrippina minore che sposò suo zio, l’imperatore Claudio.
  9. Caligola preparò l’invasione della Britannia, ma fu ucciso dai pretoriani prima che potesse partire per la spedizione. Fu il successore, il posato zio Claudio a mettere in atto l’invasione, riducendo l’isola a una provincia romana per almeno 400 anni.
  10. Secondo gli storici moderni è possibile che l’eccentricità di Caligola fosse dovuta a malattie come l’epilessia, di cui soffriva anche il suo antico avo Giulio Cesare, una forma di ipertiroidismo. Si è portati a pensare questo anche in relazione alla differenza di temperamento con Claudio e Tiberio. Si ammalò comunque gravemente nel 37, all’inizio del regno, e da allora in poi, secondo le testimonianze, non fu più lo stesso.
  11. Un famoso film di Tinto Brass, nel 1979, ritrae i vizi e gli scandali della corte di Caligola. Fu severamente tagliato e rimontato, rendendolo inaccessibile in molti paesi.
  12. La più celebre delle pazzie di Caligola è probabilmente l’aver nominato senatore Incitatus, il suo cavallo, come segno di disprezzo verso il Senato. La vicenda è narrata da Cassio Dione e non si sa se sia vera. Di sicuro Caligola, mettendosi contro il Senato, apriva la strada alla congiura. Difficile dire però se l’assassinio nacque per motivi politici o per risentimenti personali di membri della sua corte. Il Senato era intenzionato a restaurare l’antica repubblica, cancellando quei 60 anni di principato, inaugurati da Augusto. In realtà però il potere era nelle mani dei pretoriani, che scovarono Claudio, nascosto per la paura all’interno del palazzo, e lo nominarono imperatore. Che come primo gesto fece imprigionare e condannare a morte tutti coloro che a vario titolo avevano ideato e partecipato alla congiura contro Caligola.

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