La figura del massaggiatore professionista

Una delle professioni che si possono svolgere sia come impiegato, che come autonomo è quella del massaggiatore. Questa professione affonda le radici nella pratica del massaggio, di importazione orientale conosciuta fin dall’antichità. Il massaggiatore professionista è un lavoratore qualificato che ha conseguito una certificazione riconosciuta, dopo aver frequentato un apposito corso presso un istituto che rilascia “diplomi” legalmente validi.

Come si diventa massaggiatori?

Per diventare un massaggiatore riconosciuto, che può svolgere la propria professione all’interno del territorio italiano, è necessario frequentare un corso professionale, con il quale si consegue un diploma, di valore differente a seconda del percorso intrapreso. Nel nostro paese esistono enti privati di formazione, coma la scuola Diabasi, che da anni forma centinaia di massaggiatori ogni anno in tutto il territorio. L’organizzazione capillare della scuola consente di tenere corsi nei principali capoluoghi di provincia, in ogni regione, con appuntamenti e calendari flessibili.

L’aspetto più importante riguarda la didattica e il tipo di conoscenze che si acquisiscono che poi consentono di operare in determinati ambiti. Grazie al diploma in massaggio professionale si può ottenere una formazione ampia, completa, articolata in due anni di corso, che consente di convertire i diplomi conseguiti presso quella struttura in diplomi CSEN. I corsi riguardano dal punto di vista formativo tutto ciò che concerne il massaggio:

  • anatomia del massaggio: si comprendono i meccanismi attraverso il quale il massaggio interviene producendo degli effetti benefici sul corpo e anche a livello mentale, grazie alla diminuzione dello stress
  • si imparano le tecniche di massaggio più utilizzate, come il massaggio classico svedese
  • la formazione è aperta ad altre forme specifiche, come il massaggio decontratturante e quello thai
  • nei corsi si impara a gestire il cliente, a impostare con lui la comunicazione adatta per questo delicato mestiere, fatto di contatto diretto, ma spesso anche di storie personali di dolore che vanno sapute gestire

 

Il massaggiatore professionista può lavorare in diversi ambiti: tra i più promettenti c’è senza dubbio il massaggio rilassante che può essere svolto anche in ambiente urbano e non solo legato alla pratica dei centri benessere o del turismo. In Italia, le strutture termali e i centri benessere che ospitano saloni di massaggi e che includono il massaggio tra le offerte, sono migliaia, per cui è normale prospettare una carriera in quel settore. Ma essendo un paese del primo mondo, nonostante tutto avanzato, è anche protagonista nel mondo dello sport. Da decenni siamo nei primi 10 del medagliere olimpico estivo ed invernale e primeggiamo in altre discipline che tradizionalmente richiedono la figura del massaggiatore (il calcio, il ciclismo, il tennis, il nuoto, l’atletica leggera, altri sport di squadra e individuali): il loro ruolo è insostituibile soprattutto negli sport di resistenza.

La professione però oltre che da lavoratore dipendente, la cui paga è determinata dal livello di formazione, di esperienza e dalla natura dell’offerta di lavoro (in alcune zone turistiche esclusive i massaggiatori sono comunque pagati bene), può essere svolta anche da lavoratore autonomo con partita iva. La posizione può essere aperte come libero professionista, per cui non ci sono contribuiti fissi da versare, ma solo in percentuale a quanto fatturato. In genere per aprire la partita iva è sufficiente recarsi da un commercialista, che la apre in via telematica in poco tempo. Lo strumento del regime forfettario può essere utilizzato fin dal primo anno, se ricorrono i requisiti di legge, tra i quali quello del limite di fatturato annuo.

Maggiori info su: Diabasi (https://www.diabasi.it/formazione-biennale-massaggio-professionale/)

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