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La manna dal cielo (cosa è? Si mangia?)

Sarà capitato anche a voi di chiedervi cosa è la famosa manna che cade dal cielo, e che viene evocata quando si ha un momento di particolare fortuna. Per gli antichi, tra cui il naturalista Plinio il Vecchio, celebre per aver perso la vita nell’eruzione del Vesuvio del 79, la manna era una sorta di rugiada celeste che gli dei mandavano in omaggio ai mortali. Nei secoli successivi, la manna estratta dal frassino, venne ritenuta un’emanazione di una divinità non meglio precisata, un rimasuglio del vecchio paganesimo.

Anche nel Medioevo questo equivoco perdurò tanto che anche gli Arabi, in genere più versati in quel periodo verso la scienza, pensavano che avesse origine divina. Le tesi sulla sua origine ultraterrena si diffuse ancora arrivando al Cinquecento, quando il primo a capirci qualcosa fu Andrea Marina che giustamente ricollocò questa linfa nel suo alveo naturale: la linfa del frassino che differisce per qualità e per livello di estrazione (dalla corteccia al tronco incidendo con una scure).

Quando alcuni frati romani osarono dire che la manna non veniva dal cielo, ma dalla corteccia del frassino, furono quasi tacciati di eresia, perché secondo alcuni famosi medici, tra cui il Sanseverino, essa si formava nei giorni più caldi come manna celeste.

Fu l’audace medico napoletano Altomare a escogitare un modo per dimostrare che la manna non proveniva dal cielo. Al fine di mettere fine all’annosa questione, il medico fece ricoprire un bosco di frassini con delle lenzuola, in modo che si dimostrasse una volta per tutte l’impossibilità della formazione “celeste”. E aveva ragione: pochi giorni dopo sotto le lenzuola la manna si era formata ugualmente e pertanto essa doveva per forza provenire dalla pianta e non dal cielo. Questa leggenda della manna oggi la ritroviamo nel famoso detto popolare. Ma è anche testimonianza dell’importanza di questa linfa e delle sue specifiche proprietà.

Nell’uso officinale dell’erboristeria, la manna viene usato come blando purgante, purifica l’intestino e lo tonifica dopo un pasto molto pesante. In Sicilia la manna viene raccolta nei frassini delle Madonie ed è considerato un prodotto locale, degno di essere menzionato tra i prodotti del presidio Slow Food. Si forma in stalattiti spugnose, leggere, quasi inconsistenti, pronte alla trasformazione e al confezionamento in diversi settori. In cucina può essere usato pure come dolcificante naturale, in quanto ha basso contenuto di glucosio e fruttosio. La manna si reperisce tutto l’anno, ma viene raccolta nei periodi caldi, da luglio ad agosto. Essendo un prodotto che non dà grandi soddisfazioni economiche, si pensa che la raccolta futura sia in pericolo.

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