Riscaldare la casa, quale impianto mettere

L’inverno è alle porte e per milioni di italiani torna il problema e la sfida di riscaldare la casa. Il sistema scelto varia a seconda delle esigenze, della latitudine nella quale si abita, della metratura da riscaldare. Le opzioni possono variare e i sistemi di riscaldamento sono tutti duttili e funzionali, a patto che se ne conoscano i pregi e i difetti. Se ci si orienta verso una scelta economica, a parte l’anacronistico ma romantico camino, che al massimo riscalda una stanza, i termosifoni a gas, spinti da una caldaia fanno il loro egregio lavoro. A questi però si possono aggiungere diverse opzioni: il riscaldamento con le stufe a pellet, quello con gli inserti camino, che in pratica consentono di mettere un camino in appartamento, il riscaldamento via fotovoltaico, che sfrutta l’energia elettrica accumulata durante il giorno, per attivare i convettori. Una soluzione più onerosa, ma elegante è quella del pavimento riscaldato. Vediamo con quali vantaggi e svantaggi per ciascuna delle opzioni.

I motivi per cui scegliere un riscaldamento al posto di un altro possono dipendere da tante cose: l’esposizione della casa alla luce solare può essere insufficiente e quindi ricevere poco del calore diurno, anche nelle giornate invernali. Se la casa è molto vecchia le pareti possono essere spesse, ma non coibentate a regola d’arte. Un altro fattore da tenere in considerazione è quello che riguarda la dispersione dalle finestre, se gli infissi non lavorano la meglio ci può essere un problema di perdita di calore, con aggravio di costi. Migliorare questi elementi può influire sulla bolletta molto più che operando una scelta tra i singoli sistemi.

Tra le opzioni nell’impianto di riscaldamento, quello a termosifoni è sicuramente il più utilizzato, anche perché il nostro tessuto urbano è spesso composto da palazzi di 40-50 anni, s non addirittura più vecchi nel centro città. I termosifoni funzionano in modo semplice: una caldaia di una potenza commisurata alla grandezza della casa, alimentata a gas, riscalda l’acqua che scorre nei termosifoni che riscaldando le pareti e la zona circostante contribuiscono a far salire la temperatura al livello desiderato. Sono economici, richiedono poca manutenzione, ma la caldaia va fatta regolarmente controllare.

Chi invece ha un camino e non può sfruttarlo perché non ha spazio per la legna da ardere, può convertire a inserto camino. Si tratta di un camino realizzato in ghisa e alimentato a pellet, che si carica e funziona in maniera semplice. Il calore si irraggia nella stanza ed è una soluzione che può venire bene per gli appartamenti piccoli dotati di canna fumaria, oppure in quelle case dove si voglia recuperare la funzionalità del camino. Sempre in ghisa esistono le stufe che funzionano a pellet. Il vantaggio del pellet risiede nella sua praticità e nel fatto che è venduto in sacchi anche al supermercato per cui non occupano molto spazio, basta un semplice ripostiglio per organizzarsi e conservarli, facendo anche una scorta per più di un mese.

Altri sistemi di riscaldamento sfruttano l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico, che mette in moto dei convettori ad aria. Il risparmio qui è assicurato dal fatto che l’energia impiegata, viene prodotta da un sistema autogestito, una centralina elettrica che accumula calore durante le ore del giorno. In zone nebbiose non è l’ideale, ma chi vive al centro sud avrà certamente sperimentato i vantaggi che ne derivano.

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