Cambiare la doccia: ecco come scegliere quella nuova

Arriva per tutti il momento di cambiare la doccia del bagno e, quindi, di scegliere soluzioni innovative e comode. La nuova doccia va sempre scelta tenendo conto dell’ampiezza del bagno e delle esigenze personali. La prima cosa da valutare è il piatto, perché è vincolato allo spazio. Poi si passa al box doccia, che segue la forma del piatto e la cui apertura dipende dai centimetri liberi davanti e ai lati. Infine tocca al soffione, a parete o a soffitto secondo le dimensioni della doccia, considerando anche la colonna doccia tipo questa di Grandform.it.

 

In primis bisogna scegliere il piatto doccia e verificare quale sagoma deve avere, calcolando l’ingombro a terra, tenendo conto che per casi difficili o spazi irregolari si può ricorrere a modelli in acrilico che si tagliano a misura, anche direttamente in opera. Diverse anche le altezze: si consideri che quanto più il bordo è ridotto, tanto più ampio è il foro di scarico, per garantire il rapido deflusso dell’acqua. Sono tre le tipologie di installazione di un piatto doccia, cui corrispondono altrettanti versioni di modelli. Solo alcuni di questi possono essere posati indifferentemente in uno o nell’altro modo.

 

Per quanto riguarda il box doccia, invece, le modalità di apertura sono: a battente (verso l’esterno per sicurezza), scorrevole oppure a libro (quest’ultima verso l’interno). L’accesso è comodo in tutti i casi; ma va detto che le ante a libro riducono leggermente il passaggio perché si raccolgono lateralmente. In ogni caso servono misure esatte. Se l’altezza è in genere standard di 195/200 cm, per procedere con l’ordine di acquisto occorre fornire le dimensioni necessarie, che vanno calcolate solo dopo aver installato il piatto e rivestito la parete.

 

Le docce hanno generalmente il tubo flessibile che si aggancia alla parete con l’ausilio dell’asta collegata al miscelatore. Il soffione invece è un elemento singolo e fisso che si applica a parete o a soffitto a seconda del modello. Talvolta quelli del secondo tipo necessitano di un controsoffitto, perché occorre un vano tecnico dove alloggiare le componenti. La maggior parte può funzionare con una pressione dell’acqua variabile da 0,5 a 5 bar. Esistono a 1 getto (a pioggia), a 2 getti (in più c’è quello a cascata) e a 3 getti (si aggiungono quelli rotanti). Ormai, quasi tutti i soffioni e le doccette sono caratterizzati da un rivestimento in silicone degli ugelli che semplifica la rimozione del calcare accumulato; e spesso i singoli ugelli sono alimentati in modo indipendente l’uno dall’altro per garantire un flusso uniforme.

Generalmente l’altezza giusta per il soffione è 200-210 cm dal piatto doccia. Eventuali variazioni sono da comunicare all’installatore in fase di posa. Il tipo di soffione deve essere valutato in base all’ampiezza della cabina, ma anche in funzione delle esigenze di chi lo utilizza. Quelli grandi, a soffitto o a parete con braccio molto sporgente, invece, richiedono un box ampio e spazioso per poter esprimere appieno le loro potenzialità.

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