I Giochi Olimpici, da Olimpia a Rio de Janeiro

Per un atleta – sia esso un dilettante o un professionista – non c’è premio più ambito della medaglia d’oro. Chiedetelo al più umile dei dilettanti o al Kobe Bryant della situazione: diventare campione olimpico per la propria nazionale è il coronamento di un sogno, di un lungo lavoro durato quattro anni nei quali ci si prepara a competere contro i migliori concorrenti del pianeta. L’importanza dell’alloro olimpico è universalmente riconosciuta, tanto che le Olimpiadi conferiscono onori anche ai piazzati. Essere campione olimpico è il massimo riconoscimento per una disciplina sportiva, ma anche piazzarsi sul podio, prendere una medaglia di consolazione è considerato un grande risultato.

Le discipline olimpiche comprendono quasi tutti gli sport nei quali, lavorando col proprio fisico, si producono dei risultati tangibili, in seguito al miglioramento del proprio organismo. Per questo motivo sono esclusi dagli sport olimpici le discipline motoristiche, afferenti più la tecnologia che l’agonismo atletico-fisico vero e proprio. Fino a pochi decenni fa il professionismo era bandito dai campi olimpici: oggi ad esempio possono competere anche i pugili professionisti.

Questa estate, in mezzo ai timori per il contagio del virus Zika e ai tumulti politici, il Brasile con Rio de Janeiro ospiterà i Giochi della XXXI Olimpiade, la prima volta che vengono tenuti in Sud America, e fanno seguito ai Mondiali di Calcio del 2014. Le Olimpiadi di Rio vedranno coinvolte 207 nazioni con almeno 10.500 atleti partecipanti tra gare individuali e di squadra. Sono 28 le discipline ammesse. L’inaugurazione si terrà il 5 agosto, mentre la data di chiusura è fissata per il 21 agosto. Fino a Pechino 2008 le Olimpiadi duravano da tre settimane a un mese, oggi il programma molto più fitto e la possibilità di disporre di impianti più funzionali e moderni, consente di poterli gestire e organizzare in due settimane.

I giochi olimpici hanno origine antichissima e prendono il nome dall’antica città greca di Olimpia, una città fiorente, vasto centro religioso e politico, nella quale si tenevano delle competizioni atletiche consacrate agli dei. I giochi olimpici dell’antichità erano talmente importanti, che le guerre cessavano di essere combattute. A sospenderli furono i Romani, benché l’imperatore Nerone, ad esempio, vi partecipasse come concorrente.

Nella loro dimensione moderna, i giochi olimpici devono la loro rinascita al barone francese Pierre de Coubertin, che volle istituirei secondo il motto “citius, altius, fortius”, creando il famoso logo dei cinque cerchi che secondo la tradizione rappresenterebbero i cinque continenti. La prima edizione delle Olimpiadi moderne si è tenuta ad Atene nel 1896. Un secolo dopo nel 1996 la città greca avrebbe dovuto ospitare una nuova edizione commemorativa, ma ad aggiudicarsi l’assegnazione fu la città americana di Atlanta, sede di importanti industrie come la Coca-Cola e la CNN. Atene fu in qualche modo risarcita nel 2004, dopo che le Olimpiadi del nuovo Millennio furono ospitate a Sidney (2000). Per quanto le Olimpiadi abbiano da sempre rappresentato la pace, o abbiano voluto interpretare uno spirito pacifico, esse non sono rimaste immuni dagli sconvolgimenti politici: nel 1916, nel 1940 e nel 1944 non si tennero proprio perché il mondo era in fiamme. Nel 1936 a Berlino esse furono usate per la propaganda nazista, con il celebre film di Leni Riefenstahl Olympia, dedicato all’evento (del 1938). Nel 1980, in risposta all’occupazione militare dell’Afghanistan, gli Stati Uniti su indicazione del presidente Carter boicottarono le Olimpiadi di Mosca. Ne seguì il boicottaggio, nel 1984, di tutti i paesi del blocco comunista contro i giochi di Los Angeles. Non a caso gli atleti italiani fecero il pieno in queste due edizioni.

Le Olimpiadi oggi son anche un grosso affare economico, atleti di grande nome richiamano sponsorizzazioni milionarie, mentre la vendita dei diritti TV fa incamerare al CIO, il comitato olimpico internazionale, migliaia di miliardi di dollari.

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