erboristeria

I diversi tipi di erbe delle erboristerie

L’uso delle erbe e delle piante officinali è conosciuto fin dall’antichità. La stessa medicina ha preso il via dallo studio delle erbe e dei loro benefici, diventando solo negli ultimi due secoli un’industria chimica propriamente detta. Industria che non fa a meno dei preparati di erboristeria se può e che comunque trasforma e potenzia i principi attivi contenuti in alcune piante, per ottenere i risultati che hanno consentito un allungamento dell’aspettativa di vita e una migliore condizione sanitaria. Come si consumano le erbe preparate in erboristeria:

Le tisane sono dei preparati liquidi in soluzione acquosa e si distinguono in vari tipi:

– Infusioni: solitamente si parte da foglie, cortecce e fiori raccolti in un sacchetto, lasciati essiccare o stagionare e conservati bene, perché non perdano gli oli essenziali che contengono gli elementi principali che vogliamo assumere. Gli infusi si preparano in modo semplice, come dimostra la pratica diremmo quotidiana del tea, probabilmente l’infuso più consumato al mondo. Un bollitore fa al nostro caso, una volta portata l’acqua a ebollizione il preparato di erbe va tenuto dentro da tre a cinque minuti, in modo che sprigioni tutte le sue essenze. Maggiore è il tempo di infusione, più forte è il sapore. Il modo per consumare un infuso è rapido se lo vogliamo caldo, o dopo averlo refrigerato a basse temperatura. E’ noto che gli oli essenziali sprigionino meglio le sostanze se ingeriti a stomaco vuoto. Spesso gli infusi sono originati da capsule, in questo caso è bene attenersi alla posologia del prodotto.

– i decotti: sempre nell’ambito delle tisane rientrano i decotti normalmente considerati più potenti delle erbe. A partire da steli, ramoscelli e radici essiccate, che richiedono un maggior tempo di esposizione all’acqua calda, affinché rilascino le sostanze benefiche. I decotti si possono usare anche come soluzione esterne, per lavaggi o clisteri. La loro preparazione è più complessa dell’infusione, bisogna esporre l’interno delle radici o degli steli all’acqua, quindi tagliarli diagonalmente, inserendoli così nella pentola. Fuoco basso, mantenendo il coperchio, per tenere all’interno gli elementi, conservato eliminando le erbe.

– le capsule: si tratta dell’uso più frequente e in qualche modo standardizzato. Anche in medicina e in chimica la compressa è considerata il miglior modo per mandare giù gli estratti delle erbe, che in genere hanno un forte sapore amaro. Le pillole consentono di aggiungere eccipienti e conservanti, per assicurare un consumo nel tempo differito. Le compresse vengono usate per guarire da infiammazioni localizzate, spasmi muscolari, problemi alle vie urinarie e digestive, edemi, febbri e congestioni nasali. Spesso si usano impacchi caldi sulle specifiche zone per curare in modo più efficace.

– Impiastro: è una specifica preparazione farmaceutica che si spalma, tecnicamente è quindi un unguento e molti ne sono tratti dalle piante. Usato per curare bolle, infezioni, punture o ferite, nonché problemi di natura muscolare è molto usato nella forma della pomata. La pomata riduce il dolore e ha un effetto topico assai rilevante. Altre modalità di assunzione sono le essenze in liquido, che spesso si odorano, per decongestionare il naso e proteggerlo dalle infezioni magari durante un decorso post-operatorio.

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