I terremoti più violenti di sempre

Per parlare di terremoti potenti forse non bisogna andare troppo lontano con la memoria. Nel 2004, nel 2010 e nel 2011 abbiamo assistito a sconvolgimenti devastanti in Indonesia, Haiti e Giappone. Eppure il terremoto di maggiore intensità è stato quello descritto da Isabel Allende ne La Casa degli Spiriti: il grande terremoto cileno del 1960.

Esso colpì il lungo stato delle Ande nel 1960, con epicentro tra Valdivia e Puerto Montt. La misurazione della magnitudo fu di 9.5 della scala Richter.  Il numero delle vittime secondo l’istituto geologico americano è di 1660 vittime, con danni per oltre 800 miliardi di dollari. Ovviamente il Grande Terremoto del Cile è stato il più forte mai registrato, ma si pensa che potrebbero essercene stati di più violenti o simili nei periodi precedenti. Il numero di vittime è contenuto e dipende sia dalla densità di popolazione, sia dal fatto che lo tsunami successivo fu seguito con attenzione. La violenza del terremoto cileno dipende dalla zona di subduzione del sud del pacifico. La placca del pacifico si infila sotto quella del Sud America, creando una frizione costante, che a un certo punto rilascia molta energia, come è capitato anche recentemente.

Il Cile è un paese abituato ai terremoti e vanta uno dei migliori servizi geologici del mondo. Inoltre l’allerta tsunami nel Pacifico è molto migliorato a seguito del catastrofico maremoto del 2004, che provocò oltre 250 mila persone, la maggior parte sulle coste, sorprese dalle grandi ondate. Il terremoto del 1960 propagò un’onda di tsunami che raggiunse Hawaii, Alaska, Giappone, Filippine e isole del Pacifico, seminando morte anche a migliaia di chilometri di distanza.

Prima del terremoto in Cile i più disastrosi eventi sono spesso stati accompagnati da un maremoto. La misurazione con la scala Richter è iniziata a partire dagli anni Trenta. Il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 fu tra i più potenti del periodo, fece oltre centoventimila vittime, in gran parte dovute allo tsunami che si abbatté sullo stretto e in particolare nella città siciliana. Il terremoto dello Shanxi in Cina, datato al sedicesimo secolo, si dice abbia ucciso non meno di un milione di persone. Il grande terremoto di Lisbona fu accompagnato da un devastante tsunami nel 1755. L’intensità stimata fu di almeno 8,5 gradi della scala Richter. Le fiamme avvolsero la città e il sisma distrusse l’economia portoghese, cancellando il piccolo paese iberico dal novero degli stati che contano. Cile e Sumatra (Indonesia) spesso registrano i terremoti più potenti, ma in generale è l’area della cintura di fuoco nel Pacifico a essere interessata coinvolgendo anche Alaska, Kamchatka (Russia), ovviamente Giappone, Cile e California. Qui la popolazione da anni è in attesa del cosiddetto Big One, il grande terremoto che dovrebbe definitivamente staccare la faglia di San Andreas. Il terremoto più disastroso dell’era moderna è quello di Haiti del 2010 che si stima abbia causato 310.000 vittime, dovute in gran parte alle condizioni precarie delle abitazioni e a un cattivo sistema di gestione delle emergenze. Dopo quello di Messina, in Italia si segnala il sisma di Avezzano (Abruzzo) che ha causato oltre trentamila morti.

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