Il Canale di Panama, una moderna meraviglia

Quando fu inaugurato, nell’agosto del 1914, il canale di Panama era considerato la più grande opera di ingegneria mai realizzata dall’uomo. In termini pratici consentiva di risparmiare 12.669 chilometri di navigazione lungo il periplo dell’America del Sud, trasportando merci da New York a San Francisco. In un’epoca peraltro dominata dalla navigazione. Per costruirlo furono usati ben 27 milioni di chili di dinamite, per scavare 3,8 milioni di metri cubici di terra e sabbia.

Nonostante l’espansione del mercato dei voli commerciali, grazie a flotte cargo sempre più imponenti, negli ultimi venti anni il trasporto marittimo è quadruplicato. Merito della crescita economica dei giganti asiatici, che da soli occupano ¾ della popolazione mondiale. Gigantesche navi cargo solcano l’Oceano scambiando merci tra Europa e America, America e Asia. A causa di questo incremento il canale ha richiesto una completa ristrutturazione, con il raddoppio della superficie di navigazione messa a disposizione del traffico. Sono stati condotti centinaia di studi di fattibilità per mettere in cantiere un progetto che tenga conto della sostenibilità ambientale e dei mezzi posti in essere per ottenere un risultato che coniughi l’impatto ambientale con le necessità economiche.

Il progetto di ampliamento parte da una base economica di 5 miliardi euro, che coinvolgerà quattro principali aspetti: un nuovo accesso dal pacifico, nuove chiuse, miglioramento nello scorrimento dell’acqua, miglioramento della navigazione tra i vari canali. Una volta completato, l’intero complesso consentirà la navigazione a navi di stazza tre volte superiore all’attuale, più che raddoppiano il traffico di container. Gli alti costi verranno ripagati dal dazio imposto alle navi di grossa stazza, che già oggi versano centinaia di dollari per attraversarlo.

Il canale è una mirabile opera ingegneristica in quanto deve affrontare un dislivello molto importante. La prima grande chiusa rilascia 100 milioni di litri, ovvero 40 piscine olimpiche d’acqua, in modo da innalzare il livello dell’acqua da quello oceanico a quello terrestre. Ci vogliono otto minuti perché il livello dell’acqua della prima chiusa sia simile a quello del mare. A questo punto avviene il sollevamento della nave verso il livello della seconda chiusa. Qui si attraversa il lago di Gatun per poi iniziare la discesa nelle chiuse di Pedro Miguel, con un procedimento inverso. Il passaggio del canale dura 8 ore e il nuovo sistema di chiuse dovrebbe tagliare i tempi di coda che attualmente ci sono.

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