Il Mistero della Resurrezione

Nella Chiesa la Resurrezione ha spazio particolare in quanto il Cristianesimo è totalmente fondato sull’incarnazione; il sacerdote ci ricorda ogni volta che noi risorgeremo. Il Verbo che si è fatto carne significa anche il Verbo che diventa storia dell’umanità, che si fa tempo, soggetto di inevitabili sommovimenti culturali, interpretativi, storici. Non cambia la fede, ma la percezione, la presentazione, l’interpretazione di essa. Cambiano le teologie, che in fondo corrispondono a un’idea che si fa l’uomo – mutevole e fallibile – dell’esistenza di Dio e della sua rivelazione. E in quanto alla Resurrezione la rivelazione dice poco o nulla. Gesù una volta disse a un ladrone dal cuore buono: seria con me in Paradiso. Ma cosa intendeva per Paradiso? La nostra visione del Dopo-Vita è certamente mutuata dal Medioevo, per esempio dalla ricostruzione dantesca, ma le scritture, il Vangelo, ad esempio, non dice nulla se ci saremo con l’anima o col corpo. Una teologia di vecchia data diceva che l’anima sarebbe sopravvissuta al corpo e avrebbe preso vita autonoma, in attesa della resurrezione finale, nella quale anche il corpo sarà recuperato e associato alla gloria di Dio. È una interpretazione legittima, ma forse poco convincente.

Noi sappiamo infatti che tutto passa per il corpo, che abbiamo esperienze sensoriali legate ad esso, che lo sentiamo e lo vediamo crescere e modificarsi e infine essere sottoposto al disfacimento. Nemmeno la Bibbia, dopotutto, concepisce un’anima così incarnata l’associa sempre a una certa corporeità. Oggi c’è chi poteva che dopo la morte ci sia un annullamento totale cui seguirebbe, alla fine dei tempi, la resurrezione. Alcuni esperti – sollecitati a rispondere alla domanda: ma davvero risorgeremo? – pensano che la resurrezione cominci col battesimo che unisce la vita alla morte e alla risurrezione di Cristo. Questo germe di resurrezione, alimentato dalla fede, dalla pratica dei sacramenti e dalla coerenza della propria vita rispetto agli insegnamenti della Chiesa, cresce con noi e si alimenta finché non arriva a incrementarsi dopo la morte. Fino all’ultimo giorno nel quale nel quale si recupererà l’esperienza sensoriale del nostro corpo. Un po’ come nell’interpretazione molto evangelica del finale di Lost, la serie TV ABC andata in onda dal 2004 al 2010, nella quale i protagonisti alla fine si ritrovano dopo aver preso coscienza di essere stati qualcuno, un corpo, di aver vissuto esperienze. È un concetto molto difficile da apprendere per il quale la Chiesa richiede un’adesione di fede.

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