Ipotesi su Atlantide, cosa c’è di nuovo

L’ubicazione di Atlantide appena oltre le colonne d’Ercole è sempre stata suggestiva per via del nome, ma viene a giustificarsi molto meno quando andiamo ad analizzare le fonti. Spesso, nel mito sono altri miti a sovrapporsi creando una stratificazione di pareri e opinioni che si forma sulla base della durata delle stesse. Rispetto alla collocazione di Atlantide proprio nell’Atlantico gli elementi sono pochi. Può darsi che, in seguito alla circumnavigazione dei Fenici dell’Africa, che fece comprendere alla gente di allora quanto fosse vasto il mare che stavano percorrendo, qualche poeta o lirico, nell’elaborare la leggenda di Atlantide, abbia pensato di spostarla più in là, perché era più esotico e più “lontano”, tanto nel tempo, quanto nello spazio.

Gli autori medievali, per esempio, conobbero la vicenda di Atlantide attraverso i racconti dei marinai arabi, che a loro volta venivano ripresi dai primi cartografi e geografi, affascinati dal mito di un’isola sperduta ricca e isolata a Occidente (che per chi stava ad Oriente significava molto più semplicemente “lontano”). La ricerca però non ha mai smesso di esistere: negli ultimi anni il leggendario continente è stato identificato nella Sardegna, per esempio, ma le prove a supporto della tesi appaiono esattamente fallaci come le altre, dunque anch’essa ha diritto di cittadinanza. Molte mappe antiche registrano i luoghi reali, ma anche quelli immaginari. Fare affidamento su di esse non è un’operazione scientifica, perché la cartografia scientifica si sviluppa dopo le prime grandi esplorazioni e per motivi tutt’altro che simbolici e poetici. La necessità di dividere le zone di influenza – per esempio – porta Spagna e Portogallo a stipulare un trattato di amicizia che oggi separa le lingue ispaniche da quelle portoghesi nel mondo.

Nella biblioteca del congresso americano, uno storico medievale, Charles Hapgood, scoprì una carta del 1531 che mostrava le terre antartiche libere dai ghiacci. Il creatore della mappa non poteva conoscere lo stato dell’Antartide, perché si sa che esso è stato sempre ghiacciato. Per lo storico dunque poteva essere plausibile che fosse esistita una civiltà di enorme rilevanza marittima e commerciale prima dell’antico Egitto, che era stata spazzata via senza alcun apparente motivo. Questa leggenda si mischia, in modo ingegnoso e assai sospettoso, con l’idea altrettanto non provata, che le Piramidi egizie risalgano a 10 mila anni prima di Cristo e siano il frutto di una civilizzazione aliena (la cd. correlazione di Orione) che avrebbe schiavizzato i popoli del Nilo creando la civiltà faraonica avanzata, in grado di costruire le mappe stellari a terra. Ce n’è abbastanza per rimanere affascinati e disorientati. A proposito di Piramidi, il sensitivo americano Edgar Cayce profetizzò che presto Atlantide avrebbe ricominciato ad emergere, spuntando dai fondali, non oltre il 1970. Nello stesso periodo dei piloti americani fotografarono quelli che sembravano dei resti di edifici nelle Bahamas, facendo pensare che si trattasse di una civiltà affondata, ma gli archeologi sottomarini addirittura pensano che non si tratti nemmeno di resti di costruzione umana (un po’ come i canali su Marte). Il mistero pertanto rimane.

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