La cibernetica e le macchine intelligenti

Agli inizi degli anni ’40 del secolo scorso W. S. McCulloch e W. Pitts hanno dato il via ad una linea di ricerca che schematizza certi aspetti del comportamento dei neuroni del cervello con modelli che utilizzavano dei circuiti elettronici a soglia. Il sogno e la domanda erano le stesse: può un cervello artificiale imitare l’intelligenza umana? Stanno qui le origini della cibernetica, termine introdotto sul finire degli anni quaranta in America, che sta a indicare lo studio dei processi di informazione, comunicazione, controllo nell’uomo, negli animali e nelle macchine. I fenomeni fondamentali presi in esame in tale prospettiva erano quelli di autoregolazione e contro-reazione (feedback). Gli anni ’50 hanno visto il nascere della cosiddetta rivoluzione informatica con una spettacolare produzione di elaboratori elettronici aventi capacità e potenza variabili entro limiti amplissimi. Un computer opera eseguendo n programma che gli viene fornito, opportunamente codificato, mediante speciali unità di ingresso. Il programma specifica, in termini di operazioni semplici o complesse, dette istruzioni, di cui l’lavoratore è capace, le elaborazioni richieste. È possibile richiede a un elaboratore l’esecuzione di programmi diversi, che interagiscono tra di loro. È possibile che il programma funzioni intorno a un algoritmo, intendendo con questo termine un testo finito che specifichi nuovamente i successivi passi elaborativi.

A questo proposito occorre subito osservare che il concetto di algoritmo è estremamente ampio. Esso infatti utilizza processi iterativi, per successive ripetizioni di dati di blocchi di istruzioni, processi condizionali, che permettono di scegliere, in determinate circostanze, come procedere nell’elaborazione in dipendenza dai risultati ottenuti fino a quel momento, processi ricorsivi, con i quali si dà forma computazionale al principio di induzione completa, e così via. Può sembrare difficile, ma all’atto pratico così funziona l’interrogazione di un database attraverso uno script scritto in linguaggio PHP: la stringa di comando interroga il db e attraverso una serie di condizioni, verifica in modo algoritmo l’occorrenza di determinate istruzioni, che danno luogo a loro volta a specifici comportamenti. Le ricerche informatiche hanno svelato che si riscontrano strutture algoritmiche in settori elaborativi molto ampi. Oggi infatti il computer non è utilizzato solo per lo scopo per cui è nato, cioè dar luogo a complessi calcoli numerici-scientifici o gestionali, ma anche e sempre di più, per realizzare elaborazioni intelligenti, nelle quali s attuano scelte, si cambiano strategie di comportamento sulla base dell’esperienza accumulata dallo stesso elaboratore. In concreto quindi oggi la cibernetica riguarda la capacità di far interagire l’uomo con la machina, cercando di intuire a che livello di profondità la macchina può comportarsi come un uomo e se le istruzioni algoritmiche più complesse sono in grado di simulare tutte le opzioni possibili che, in genere, un individuo possiede.

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