La magia dei tatuaggi

Per anni i tatuaggi sono stati un simbolo di ribellione e appartenenza a un singolo gruppo etnico, tribale, culturale. Spesso nella parte occidentale del mondo sono stati appannaggio di sub-culture, come quella dei motociclisti o dei carcerati o degli sportivi. Oggi, il tatuaggio è talmente diffuso che si stima che 13 italiani su 100 ne possiedano almeno uno, con una maggioranza presso il sesso femminile.

Si può quindi dedurre che oggi il tatuaggio è diventata una pratica sociale accettata e anzi, che ormai stia perdendo quel connotato di appartenenza che prima rivestiva. Non c’è più alcun significato rituale, o se c’è è molto residuale.

Il tatuaggio moderno invece, grazie ai progressi della tecnica, che fornisce ogni giorno nuove attrezzature e forniture per tatuaggi in grado di concretizzare la fantasia artistica del tatuatore, il tatuaggio è sicuramente diventato una branca molto importante della body art. Non è un caso che la maggior parte dei tatuatori provenga dagli istituti d’arte.

Ma in cosa consiste esattamente il tatuaggio? Fin dall’antichità esso ha avuto il ruolo di marchiare in modo permanente la pelle, con un significato che varia a seconda delle culture. Il carattere della permanenza, della sua indelebilità (anche se oggi esistono tecniche di rimozione laser certificate) attribuisce ovviamente più di una stratificazione culturale alla scelta di tatuarsi o all’obbligo di farlo.

Tecnicamente il tatuaggio è una puntura di inchiostro nella parte sub-cutanea della pelle, in modo che non vada in profondità e non colpisca terminazione nervose. Per fare un tatuaggio complesso sono necessarie molte sedute, perché il primo strato guarisca e la pelle assorbisca l’inchiostro in modo permanente. Di fatto il tatuaggio è l’azione con la quale si ferisce la pelle e si iniettano le ferite con l’inchiostro lasciando che sia il naturale decorso di guarigione a incorporare l’inchiostro nell’epidermide.

Oggi i tatuaggi si fanno con macchinette e kit appositi, ma in Italia non è possibile inventarsi tatuatori dalla notte al mattino, serve aver conseguito una qualifica attraverso un corso regionale riconosciuto (esteso anche a chi fa piercing), in quanto bisogna non solo conoscere le attrezzature, ma anche i rischi connessi all’operazione che riguardano tanto le infezioni, quanto l’igiene delle macchine, del locale e le necessarie precauzioni di sterilizzazione della macchinetta, attuate utilizzando aghi usa e getta.

Per quel che riguarda i minorenni occorre il consenso scritto dei genitori. Gli studi di tatuaggio devono pretendere questo permesso, altrimenti si dimostrano poco seri e interessati a guadagnare soldi; va detto infine che i migliori studi di tatuaggio in Italia si trovano a Milano, una delle scene internazionali del tatuaggio, che ospita convention dedicate al settore, nel quale sono attivi oltre che i tatuatori.

I tatuaggi più ricercati oggi sono ricchi di colori e molto immaginifici. Gli autori sono artisti a tutto tondo che esprimono la loro visione del mondo attraverso la body art. Chi si fa un tatuaggio lo fa spesso per aderire a quella che è diventata una moda mainstream, che ha tolto fascino al gesto, prima considerato ribelle, partigiano, destinato a pochi. Oggi si vedono manager in manica di camicia che sfoderano avambracci tatuati con motivi cruenti o presunti duri che mostrano scritte romantiche e in latino, quasi a voler significare qualcosa di veramente importante. Detto ciò il tatuaggio, quando è bello, riesce sempre ad attirare, soprattutto quando ha una storia da raccontare.

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