Shintoismo in breve: la via degli déi
Più che una religione con dogmi e precetti, lo Shintoismo è un intreccio di credenze e pratiche che abbracciano la natura e gli spiriti. Il termine Shinto (神道), che significa “via degli dèi”, riflette questa prospettiva: ogni cosa, dal soffio del vento alla cima delle montagne, è permeata di sacralità. Non esiste un libro sacro che ne racchiuda tutti i principi, ma piuttosto una serie di miti e tradizioni tramandate nel tempo, raccontate nei testi antichi Kojiki (古事記) e Nihon Shoki (日本書紀).
Origini e mito della creazione
Lo Shintoismo si è formato attraverso i secoli, plasmato dalla cultura e dalla spiritualità del Giappone. Secondo le leggende, il paese stesso nacque dalle gesta delle divinità primordiali, tra cui la dea del sole Amaterasu, considerata l’antenata della famiglia imperiale. I racconti mitologici non sono solo storie, ma rappresentano il legame profondo tra il Giappone e la sua sacralità.
I pilastri dello Shintoismo
Privo di un sistema di comandamenti rigidi, lo Shintoismo si basa su valori che guidano la vita quotidiana e il rapporto con il mondo:
- Magokoro (真心) Cuore sincero
Ogni azione deve essere fatta con sincerità e purezza. L’idea di peccato, così forte nelle religioni monoteiste, qui lascia il posto a una più sottile distinzione tra ciò che armonizza con il mondo e ciò che lo disturba. - Kansha (感謝) Gratitudine
La natura non è solo uno scenario, ma un’entità viva con cui interagire. Pregare un albero millenario o un fiume non è idolatria, ma un riconoscimento del legame profondo tra uomo e universo. - Onorare i Kami
Gli spiriti possono essere divinità, antenati o persino fenomeni naturali. Si pregano nei santuari, si fanno offerte, si chiedono protezione e guida. Ma il rapporto con loro non è di sottomissione: è una relazione reciproca fatta di rispetto e devozione. - Purificazione e armonia
La vita porta con sé impurità, sia fisiche che spirituali. La purificazione non è una punizione, ma un modo per ristabilire l’equilibrio. Il Misogi, il bagno rituale nelle acque fredde, e il Harae, la benedizione dei sacerdoti, aiutano a rinnovarsi.
Torii: la soglia del sacro
Chiunque abbia visto una foto di un santuario shintoista ha notato i Torii, i grandi portali rossi che segnano l’ingresso nei luoghi sacri. Sono più che semplici decorazioni: attraversarne uno significa lasciare il mondo quotidiano ed entrare in un dominio diverso, più vicino agli spiriti. È una porta tra due realtà, un invito a rallentare, rispettare, meditare.
Kami: divinità o spiriti?
Più che dèi onnipotenti, i Kami rappresentano energie e principi che regolano il mondo. Alcuni proteggono, altri mettono alla prova, tutti incarnano un aspetto della natura e dell’esistenza. Tra i più venerati:
- Amaterasu (天照大神) il sole, la luce, l’origine della vita.
- Susanoo (素戔嗚尊) il mare in tempesta, il caos, la forza distruttrice che rigenera.
- Inari (稲荷大神) la fertilità, il raccolto, il successo negli affari. Spesso raffigurato con volpi sacre.
- Hachiman (八幡神) il protettore dei guerrieri, venerato da samurai e soldati.
Le pratiche shintoiste: rituali e festività
La spiritualità shintoista si vive attraverso gesti e cerimonie.
Purificazione prima della preghiera: nei santuari ci si lava mani e bocca con l’acqua delle fontane rituali. I visitatori sono soliti fare offerte agli spiriti: riso, sake, monete, lasciati sugli altari per ringraziare e chiedere protezione.
Le celebrazioni stagionali sono dei veri e propri festival, chiamati Matsuri, nei quali si ringraziano i Kami per il raccolto, la pioggia, la prosperità.
E poi ci sono i riti di passaggio che fanno sembrare lo shintoismo una religione: la visita al santuario per i neonati, le preghiere per gli studenti prima degli esami, le celebrazioni per i matrimoni. Tutto ha un significato, tutto è parte di un equilibrio più grande.
Shintoismo e Buddhismo: due anime del Giappone
Lo Shintoismo e il Buddhismo convivono in Giappone da secoli. Se il primo celebra la vita, il secondo insegna l’accettazione della morte e della rinascita. Molti giapponesi partecipano a entrambe le tradizioni: si sposano nei santuari shintoisti, ma celebrano i funerali con rituali buddhisti. Due prospettive diverse, ma complementari.
Shintoismo | Buddismo |
---|---|
Culto della natura e degli spiriti | Insegnamenti sul ciclo di nascita e rinascita |
Non ha testi sacri fissi | Si basa sugli insegnamenti di Buddha |
Celebra la vita e la sacralità del mondo visibile | Enfatizza l’impermanenza della realtà |
Ritualità legata alla purificazione e alla protezione dei Kami | Meditazione e ricerca dell’illuminazione |
Shintoismo nel mondo e in Italia
Fuori dal Giappone, il messaggio dello Shintoismo riecheggia in pratiche moderne come la meditazione sulla natura o il forest bathing. In Italia e in Europa, piccoli gruppi di appassionati esplorano questa via spirituale, trovando ispirazione nei suoi valori di rispetto e armonia con l’ambiente.
Lo Shintoismo non si limita a un insieme di pratiche rituali. È uno sguardo sul mondo che riconosce il sacro nel quotidiano: nell’acqua di un ruscello, nella quiete di un bosco, nel passare delle stagioni. Più che una religione da seguire, è un modo per sentire la presenza del divino nelle cose semplici.