Chi erano i Catari e perché scomparvero

Il nome dei Catari era già noto alla tradizione delle eresie antiche, ma col quale, in particolare si indicavano i seguaci dell’eresia dualistica medievale, diffuse nei secoli XII-XIV in Francia e nell’Europa centromeridionale, interessando ogni classe sociale. I gruppi dei Catari sorti nei vari paesi assunsero anche nomi locali diversi, ad esempio in Francia furono detti “Albigesi”.

Favorito da fermenti religiosi di diversa origine e fisionomia, da un’inquietudine spirituale che interessò uomini di ogni ceto e di ogni grado di cultura e da un diffuso desiderio di realizzare sul piano dell’azione più che su quello dottrinale il messaggio di Cristo, si verificò il rinnovamento religioso di cui l’eresia in genere e il catarismo in particolare sono il momento estremo e radicale. I Catari sono testimoniati per la prima volta e quasi contemporaneamente in Renania e a Tolosa fra il 1145 e il 1149; nel giro di pochi decenni si diffondono in gruppi abbastanza numerosi, in Germania, in Italia, in Francia, mentre la loro presenza è accertata anche in Catalogna e nella penisola balcanica.

I Catari sono tra i movimenti eretici radicali, l’unico a darsi una rigida organizzazione ecclesiastica, divisa in gerarchie e diversi gradi iniziatici, contrapposta alla gerarchia della chiesa ufficiale. Ben organizzati e ben diretti, nonostante le divergenze interne, si presentarono come precisa alternativa alla chiesa ufficiale, accusata di corruzione. Nella Francia meridionale si inserirono nella classe dirigente borghese e feudale, da cui ebbero appoggi e protezione, in Italia ebbero grande peso nella vita dei comuni, mescolandosi ai contesti interni, e appoggiando di solito i ghibellini. Di fronte alla minaccia catara, la Chiesa cattolica non esitò a ricorrere all’appoggio della forza politica, come nel concilio di Verona in cui Lucio III e Federico il Barbarossa condannarono varie eresie, fra cui quella dei Catari, o nella crociata contro gli albigesi, che insanguinò per decenni la Francia (sono questi i gruppi di Catari sterminati, di cui parla spesso Giacobbo nei suoi programmi dedicati ai misteri e alle teorie della cospirazione). Lo strumento di lotta più efficace contro l’eresia fu rappresentato dai nuovi ordini religiosi, quello dei predicatori o domenicani e quello dei minori o francescani. Il primo agì soprattutto mediante la predicazione e un’intensa attività di evangelizzazione, il secondo soprattutto attraverso l’esempio vivo della personalità straordinaria di Francesco da Assisi che fece presa sul popolo. L’opera di predicazione fu più efficace della stessa Inquisizione organizzata verso il 1230 per la ricerca e la punizione degli eretici, spesso odiata dalla popolazione, anche cattolica, per gli abusi e gli scandali di cui si rese protagonista. Grazie a questa duplice azione i Catari iniziarono a disperdersi, a fuggire e nascondersi fino a scomparire inesorabilmente dopo aver esercitato un grande potere.

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