L’apocalisse sulla Terra: i brillamenti solari

In una delle sue meno convincenti performance, Nicholas Cage ci mostra come il mondo finisce a causa di una tempesta di flare solari (Knowing). Uno spettacolare brillamento che incenerisce il pianeta. Quest’anno per gli scienziati è stata una manna, tra marzo e aprile si sono registrati dei flare ad alta intensità, che la Nasa ha puntualmente fotografato (http://www.focus.it/scienza/spazio/sole-il-primo-super-brillamento-del-2015). Ma possiamo davvero andare incontro alla distruzione totale grazie a un brillamento?

Negli ultimi decenni, grazie agli strumenti a disposizione, siamo stati vicini se non all’annientamento a un pericolo immane per la nostra civiltà elettrica e connessa. Il nostro mondo, la nostra civiltà occidentale, si regge sulla tecnologia e sulle comodità da essa generata. Ci muoviamo, guariamo, ci nutriamo e lavoriamo grazie alla tecnologia che consente agli aerei di trovare le rotte, alle navi di procedere in sicurezza, a noi di scrivere su un sito internet, alle persone di telefonarsi a distanza ovunque si trovino. Eppure la gigantesca esplosione di plasma avrebbe potuto distruggere tutto ciò in pochissimi minuti. È già successo nel 1859, quando un forte brillamento ha mandato in tilt i collegamenti telegrafici in giro per il mondo. La Nasa ha dichiarato che queste esplosioni sono di medio livello. Un brillamento solare – come suggerisce il nome – è la comparsa di una improvvisa macchia di lucentezza molto ampia, che appare sulla superficie solare. Normalmente accade quando si accumula dell’energia elettromagnetica sull’atmosfera del sole, in genere intorno alle macchie solari, e che viene espulsa in modo violento. Si tratta di vera e propria massa coronarica, proiettata con lingue di fuoco, in realtà plasma incandescente formato da ioni, elettroni e atomi, in direzione dello spazio. Queste lingue di plasma raggiungono la terra uno o due giorni dopo l’evento. Il risultato è una radiazione elettromagnetica ad ampio spettro, che mette in crisi i sistemi elettrici. Un brillamento solare è molto potente perché accumula l’energia di tanti giorni in un unico grande botto. Le radiazioni pericolose non riescono ad attraversare l’atmosfera, perché vengono respinte sia dal filtro sia dalle nostre contromisure naturali, in primo luogo il campo magnetico. Ma le particelle che possono interrompere il segnale GPS e le altre comunicazioni, al contrario sono molto intense. Nel 2012, e non c’entra nulla con la famosa profezia dei Maya, siamo andati vicini al crack a causa di un grosso flare che ci ha mancati di poco.

Gli scienziati credono che questo flare, se avesse colpito la Terra, avrebbe scatenato una tempesta magnetica superiore a quella del 1859. L’evento di Carrington è stato tra i più pubblicizzati nel 2012, come evento principale del giorno del giudizio in accordo con la bislacca teoria astronomica dei Maya. In realtà gli scienziati pensano che un brillamento di una straordinaria potenza possa danneggiare i sistemi di comunicazione e mettere in crisi l’approvvigionamento energetico di molti paesi, come è successo i Canada, nel Quebec. Quella del marzo di quest’anno, che ha provocato delle spettacolari aurore, è stata intensa, ma fortunatamente non ha provocato danni sostanziali, eccetto un breve silenzio radio ad alta frequenta in alcuni luoghi del pianeta.

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