Teorie molto strampalate sulle Piramidi di Giza

Dagli antichi astronauti alla correlazione di Orione, le teorie sugli alieni e le Piramidi di Giza sono feconde e ricevono attenzione dai media. Ma ci sono altre teorie alquanto strampalate che meritano di essere presentate, se non altro per farci qualche risata. Le piramidi, come si sa, rappresentano un monumento funerario destinato a re e persone di alto lignaggio dell’antico regno Egizio. Una porta verso l’aldilà costruita secondo i canoni della religione egiziana del tempo, nulla di diverso da altre culture, se non per la maestosità e per l’ingegno mostrato nella loro costruzione.

Le piramidi come silos. Nel Medioevo le piramidi non erano in questo stato, mangiate dalla polvere, riposavano sotto diversi strati di sabbia, tanto che alcuni ritenevano che fossero i granai di Giuseppe descritti nella Bibbia. Si trova traccia di ciò nella Storia dei Franchi di Gregorio di Tours, una storia molto popolare e conosciuta al tempo.

Un’altra tradizione, questa volta risalente al 1859, racconta che fu Noè a far costruire le piramidi. L’autore di questa bizzarra teoria fu un tale John Taylor, un giornalista affascinato dai racconti successivi alle imprese napoleoniche in Egitto, che di fatto sancirono la nascita dell’egittologia. Per Taylor la piramide, viste le sue dimensioni, non poteva essere stata costruita altri che da Noè, per il semplice motivo che aveva anche costruito l’arca.

Una tradizione esoterica vuole che le Piramidi siano state costruite come un tempio per la divinazione, dove profeti più o meno di sventura, teorizzavano la fine del mondo e l’avvento dell’Apocalisse. Anche questa assurda teoria è del 1800, un periodo particolarmente fertile nell’immaginazione di storici e giornalisti. Secondo i calcoli del suo ideatore, l’Apocalisse sarebbe arrivata nel 1881 e tutto sulla base delle misure della camera interna della piramide di Cheope.

Sul finire dell’Ottocento apparve una strana ipotesi: che le piramidi in realtà non fossero opera dell’uomo ma della natura. Delle colline scavate dall’uomo e costruite alla rovescia, partendo dalla sommità fino ad arrivare alla base. Certo, nessuno aveva visto ancora al loro interno e al tempo molti degli autori di queste ipotesi non avevano visto dal vivo nemmeno l’Egitto.

Sempre nello stesso periodo non poteva mancare l’ipotesi Atlantide. Il continente perduto di cui parla Platone è stato collocato in diversi punti del Mediterraneo e non poteva esimersi una sistemazione in un punto così suggestivo come Giza.

All’inizio del Novecento, nonostante l’archeologia stesse iniziando ad imporsi come una vera scienza, al netto degli avventurieri, sempre più numerosi a sud de il Cairo, c’è chi vide nella costruzione della Grande Piramide nientemeno che l’opera del Demonio in persona. A raccontarlo uno dei leader dei Testimoni di Geova secondo cui la Grande Piramide non poteva essere stata costruita da Jehovah, ma insieme alla Sfinge faceva senz’altro parte di un progetto architettonico voluto da Satana.

Nel campo del paranormale, la levitazione è il sistema con il quale sono state costruite, almeno secondo quanto diceva il famoso sensitivo Edgar Cayce. I grossi blocchi venivano tirati su e sistemati con la sola forza del pensiero.

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